Il progetto DJC – Dialogic Justice Community è un’iniziativa innovativa che applica i principi della giustizia dialogica e riparativa nel contesto della giustizia minorile. Rivolto principalmente a giovani in messa alla prova e alle loro famiglie, il progetto mira a promuovere la consapevolezza del reato e a ripristinare il dialogo tra i giovani autori di reato e le loro famiglie.
Obiettivi e metodologia
Il DJC si distingue per l’uso di strumenti filosofici, etici e argomentativi invece di approcci psicoterapeutici o punitivi. Attraverso dialoghi socratici, i partecipanti sono invitati a riflettere sul concetto di responsabilità, sul determinismo sociale e sulla possibilità di cambiamento. Questo tipo di riflessione aiuta a comprendere le radici profonde del comportamento deviante e a promuovere un senso di responsabilità condivisa.
Collaborazioni e impatto
Il progetto è realizzato in collaborazione con il Tribunale di Torino, l’Ufficio Servizi Sociali Minori (USSM) e il Centro di Mediazione Penale di Torino. Nonostante la partecipazione sia volontaria e non comporti vantaggi processuali, il DJC ha mostrato un impatto positivo nel ridurre la recidiva, grazie all’approccio partecipativo e riflessivo che favorisce una comprensione più profonda delle proprie azioni e delle loro conseguenze.
Filosofia alla base
Il DJC si fonda sull’idea che la giustizia non debba essere solo punitiva, ma anche trasformativa. Come sottolineato da Maddalena Bisollo, il progetto mira a “operare una rivoluzione mentale”, aiutando i partecipanti a vedere le proprie azioni da una nuova prospettiva e a riconoscere la possibilità di cambiamento attraverso il dialogo e la riflessione filosofica.(pragmasociety.org)
In sintesi, il DJC rappresenta un modello di giustizia che valorizza la centralità della persona, promuove la responsabilità condivisa e offre un’alternativa concreta alla giustizia tradizionale, spesso centrata sulla punizione, attraverso l’uso del dialogo filosofico come strumento di trasformazione sociale.

